Accordo provvisorio per una migliore protezione degli informatori in tutta l’UE

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Il Parlamento Europeo e gli Stati Membri hanno raggiunto un accordo provvisorio su una nuova normativa che garantirà un livello di protezione elevato per coloro che segnalano violazioni del diritto dell’UE.

Queste nuove disposizioni sul c.d. whistleblowing sono nate dopo le rivelazioni dei casi Dieselgate, Panama Papers e Cambridge Analytica e sono state proposte per la prima volta dalla Commissione nell’Aprile 2018.

All’origine di questa scelta di tutela normativa sull’operato degli informatori c’è la volontà di impedire che gli stessi vengano “puniti, licenziati, retrocessi di grado o processati per aver compiuto un atto giusto per la società. È proprio questo lo scopo delle nuove disposizioni dell’UE per la protezione degli informatori, grazie alle quali sarà possibile segnalare senza pericolo le violazioni del diritto dell’UE in molti settori. Ciò contribuirà a impedire la frode, la corruzione, l’elusione dell’imposta sulle società e danni alla salute e all’ambiente. Incoraggiamo gli Stati membri a istituire quadri globali per la protezione degli informatori basati sugli stessi principi”.

Attualmente, la protezione accordata agli informatori nell’Unione Europea è frammentata e disomogenea. Nella maggior parte degli Stati Membri tale protezione è parziale e si applica solo a settori specifici o a determinate categorie di lavoratori.

Sebbene la nuova disciplina riguarderà una vasta gamma di settori del diritto dell’Unione Europea, la Commissione incoraggia gli Stati Membri ad estendere i principi contenuti in tale normativa anche ad altri settori del diritto.

In particolare, il nuovo quadro normativo avrà ad oggetto:

  • procedure di segnalazione e obblighi chiari per i datori di lavoro: le nuove norme creeranno un sistema di canali di comunicazione sicuri che permetterà di effettuare segnalazioni sia all’interno di un’organizzazione che all’esterno, rivolgendosi in tal caso ad un’autorità pubblica;
  • canali di comunicazione sicuri: gli informatori sono incoraggiati a utilizzare dapprima procedure di segnalazione interne, se la violazione che intendono rivelare può essere risolta efficacemente all’interno della loro organizzazione e purché non rischino ritorsioni;
  • prevenzione delle ritorsioni e protezione efficace: le norme proteggeranno gli informatori dal licenziamento, dalla retrocessione di grado e da altre forme di ritorsione. Imporranno inoltre alle autorità nazionali di informare i cittadini in merito alle procedure di denuncia delle irregolarità e ai meccanismi di protezione disponibili. Gli informatori saranno protetti anche nei procedimenti giudiziari.

L’accordo, per il momento provvisorio, dovrà essere formalmente adottato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio.

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