“C’eravamo tanto amati”: CONSOB e Bankit sul no-deal Brexit

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La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) e Banca d’Italia, ciascuno con un proprio comunicato separato posto però a reciproco a fattor comune dei mercati, hanno recentemente richiamato l’attenzione degli operatori finanziari che prestano servizi di investimento agli adempimenti necessari relativi al c.d. no-deal Brexit, l’ipotesi – oggi ormai non più remota – secondo la quale il Regno Unito lascerebbe l’UE senza negoziati né rassicurazioni in merito ai rapporti futuri tra le parti.

Il duplice intervento monitorio nasce dalla L. 41/2019 – che ha convertito con modificazioni il D.L. 22/2019 – secondo la quale gli intermediari finanziari che prestano servizi di investimento possono usufruire del regime transitorio continuando a svolgere in Italia gli stessi servizi previa notifica alle autorità competenti.

Tale regime di perpetuatio operis deve, però, essere condizionato da un onere chiarificatore degli intermediari medesimi che devono fornire ai clienti informazioni appropriate in merito alle conseguenze delle mutate condizioni operative discendenti dalla Brexit.

In particolare, la CONSOB ha previsto l’obbligo di “comunicare alla clientela l’adesione a un Sistema di indennizzo italiano ovvero la copertura in continuità da parte dell’attuale Sistema, anche alla luce dei termini del recesso del Regno Unito dall’Unione”.

Al riguardo, i soggetti chiamati a cessare l’attività entro la data del recesso devono comunicare ai propri clienti le iniziative adottate per garantirne l’ordinata cessazione.

Alla medesima comunicazione sono tenute anche le imprese britanniche cui è consentito, in alcune ipotesi “di continuare a gestire gli eventi del ciclo di vita dei contratti derivati non soggetti a compensazione da parte di una controparte centrale (over the counter), anche nei casi (…) in cui ciò implichi la modifica di tali contratti o la conclusione di nuovi contratti”.

Parimenti si è espressa la Banca d’Italia che ha richiamato l’attenzione degli intermediari britannici che “offrono servizi in Italia sugli obblighi di comunicazione alla clientela previsti dal Decreto Legge n. 22/2019, inclusa l’informativa che le banche devono rendere ai depositanti sul regime di protezione dei loro risparmi”.

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