Peggioramento delle condizioni patrimoniali del debitore: obblighi del soggetto garantito

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La Suprema Corte, in un procedimento avverso una sentenza della Corte d’Appello di Venezia, in cui si sono rigettati tutti i motivi di ricorso, ha preso posizione sulla portata dell’art. 1956 co. 1 Cod. Civ..

Tale norma prevede che “il fideiussore per un’obbligazione futura è liberato se il creditore, senza speciale autorizzazione del fideiussore, ha fatto credito al terzo, pur conoscendo che le condizioni patrimoniali di questo erano divenute tali da rendere notevolmente più difficile il soddisfacimento del credito”.

Secondo la Suprema Corte, la disposizione in narrativa – che si fonda sul principio di buona fede nell’esecuzione del contratto – deve essere letta nel senso secondo il quale “in assenza di specifica autorizzazione del fideiussore, il creditore abbia concesso credito al debitore nella consapevolezza del mutamento delle condizioni patrimoniali di questo, tali da rendere notevolmente più difficile il soddisfacimento del credito da parte del fideiussore, tenuto conto dell’andamento in generale del rapporto di affidamento tra creditore e debitore principale in relazione alle conoscenze acquisite o acquisibili dal creditore e dal fideiussore prima e dopo la stipula del negozio fideiussorio, valutate sulla base della diligenza dell’homo eiusdem condicionis et professionis (Cass. Civ., 32774/2019).

Tale criterio, che trova sponda in altre pronunce degli Ermellini (Cass. Civ., 7444/2017; Cass. Civ., 23273/2006), è stato valutato alla luce di un caso riguardante l’erogazione di credito da parte di una banca garantita da un terzo fideiussore.

Per la Cassazione ci sarebbe un “obbligo precipuo del garantito verso il garante, soprattutto se riferito a un rapporto continuativo di concessione di credito affidato alla professionalità del garantito, è di comunicare al suo garante l’avvenuto mutamento in peius della consistenza patrimoniale generica del debitore”.

Ma ciò non basta. Secondo la Suprema Corte l’obbligazione di cui all’art. 1956 co. 1 Cod. Civ. “vale per ogni situazione in cui si manifesta un significativo peggioramento delle condizioni patrimoniali del debitore rispetto a quelle conosciute al momento dell’apertura del rapporto per cui vinee concessa la garanzia fideiussoria”.

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