Le assemblee “a porte chiuse” secondo Assonime

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Già nei precedenti post di Pushing the boundaries si sono commentate alcune norme del del D.L. 18/2020 recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, il decreto c.d. Cura Italia.

In particolare, richiamando la posizione del Notariato Ambrosiano si é brevemente illustrato l’art. 106 sull’assemblea societaria da remoto, avendo il Cura Italia consentito il ricorso a strumenti che rendano possibile intervenire in assemblea ed esercitare il diritto di voto senza che i soci debbano essere presenti nello stesso luogo.

A tal riguardo l’Associazione di categoria tra le Società Italiane per Azioni, c.d. Assonime ricordando che “la norma ha la finalità di rendere possibile lo svolgimento «a porte chiuse» delle assemblee delle società, in presenza della situazione di emergenza causata dal virus COVID 19, derogando alle norme di legge e dello statuto”, ha recentemente pubblicato alcune Q&A sulle assemblee “a porte chiuse”, relative a questioni applicative che le nuove modalità di svolgimento dell’assemblea hanno posto alle società.

La scelta sulle modalità di partecipazione e voto in assemblea, anche in deroga alle disposizioni statutarie, deve essere indicata nell’avviso di convocazione, che può spingersi a prevedere che la partecipazione all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione o l’espressione del diritto di voto mediante delega al rappresentante designato siano le uniche modalità di intervento e partecipazione. L’art. 106 consente infatti di derogare alle disposizioni vigenti che vedono gli strumenti di partecipazione “a distanza” in assemblea come una facoltà dei soci e non come un obbligo. L’avviso di convocazione diventa lo strumento principale per definire le modalità di svolgimento delle assemblee e i diritti di partecipazione dei soci; il consiglio di amministrazione è chiamato a stabilirne i contenuti, anche derogando alle diverse previsioni dello statuto.

In considerazione dell’eccezionalità della situazione, dunque, spetta al consiglio di amministrazione indicare – nei limiti definiti dal decreto – le modalità di partecipazione all’assemblea e di espressione del diritto di voto più idonee a garantire la salute pubblica assicurando al contempo la normale funzionalità della vita societaria. Nell’esercitare tale scelta, il consiglio di amministrazione dovrà trovare il giusto bilanciamento tra le esigenze organizzative della società e la tutela degli interessi dei soci.

Le Q&A hanno a oggetto:

  • la convocazione dell’assemblea;
  • il luogo dell’assemblea e la partecipazione;
  • le deleghe di voto nelle società quotate;
  • il rappresentante designato;
  • il voto per corrispondenza;
  • la decisione dei soci nelle società a responsabilità limitata.

Si seguono come criteri interpretativi generali delle Q&A, da una parte la ratio di semplificare e rendere flessibili le modalità di svolgimento dell’assemblea per consentirne lo svolgimento, dall’altra i limiti nel tempo dell’art. 106 che non consentono di stravolgere per gli aspetti non riconducibili a quelli sopra indicati, le regole statutarie e di legge.

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