I provvedimenti della CONSOB sull’emergenza da COVID-19

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A causa dell’emergenza pandemica in corso, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) ha recentemente adottato alcuni provvedimenti resisi necessari alla luce delle novità introdotte dal D.L. 18/2020 recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, il c.d. Decreto Cura Italia, e dal D.L. 23/2020 recante “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”, il c.d. Decreto Liquidità.

In primis con la Comunicazione n. 3/2020, la CONSOB ha fornito indicazioni operative in merito alle disposizioni contenute nel Decreto Cura Italia relativamente alle assemblee delle società con azioni quotate e che “richiama le società quotate ad adoperarsi affinché siano assicurate a tutti gli azionisti le condizioni per la partecipazione e per l’esercizio del voto a distanza, facendo ricorso ad almeno uno fra i vari strumenti indicati nell’articolo 106 del decreto “Cura Italia”, tra i quali il voto elettronico o per corrispondenza, l’intervento da remoto tramite collegamento informatico, il ricorso al rappresentante designato”.

In secondo luogo, con il Richiamo di attenzione n. 6/2020 sull’informativa finanziaria delle società quotate, in linea con i public statement dell’European Securities and Markets Authority (ESMA), la CONSOB ha voluto sensibilizzare i “componenti gli organi di amministrazione e di controllo e dei dirigenti preposti sulla necessità di osservare i principi che presiedono al processo di produzione dell’informativa finanziaria”.

Da ultimo, con le Delibere n. 21326/2020 e n. 21327/2020, la CONSOB ha voluto rafforzare il regime di trasparenza, in linea con l’art. 17 del Decreto Liquidità, “per quanto riguarda sia l’obbligo di comunicazione delle partecipazioni rilevanti in alcune società italiane quotate in Borsa sia la «dichiarazione delle intenzioni» in caso di acquisizione di partecipazioni nelle imprese quotate, come previsto dalla cosiddetta «norma anti-scorrerie»”.

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