Nulli i contratti stipulati dagli amministratori di società a responsabilità limitata se comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto sociale

Con riferimento alle società a responsabilità limitata, il n. 5 dell’art. 2479 Cod. Civ. dispone che “sono riservate alla competenza dei soci le decisioni di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto sociale determinato nell’atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti dei soci”.

Al riguardo, però, si tratta di lex imperfecta perché deficitaria dell’apparato sanzionatorio: la norma, infatti, non esplicita quale sia la sorte dell’operazione compiuta in violazione di tale disposizione.

Interrogati sul punto i Giudici capitolini della Sezione Imprese hanno colmato il vacuum legis stabilendo che “il difetto del potere rappresentativo rende invalido [qualsiasi atto compiuto] ed è opponibile ai terzi indipendentemente da qualsiasi indagine sull’elemento soggettivo” (Trib. Roma, 27/01/2020).

Nel caso di specie si è trattato di un caso di cessione d’azienda che, trasformando l’attività dell’impresa cedente da produttiva a finanziaria, ha modificato l’oggetto sociale stabilito nell’atto costitutivo e modificano in maniera rilevante i diritti dei soci.

Secondo il Tribunale di Roma tale soluzione non entra in conflitto con gli art. 1398 e 1399 c.c., in forza dei quali il difetto di potere rappresentativo è causa di annullamento solo su istanza del falso rappresentato ovvero della società parte del contratto ovvero l’art. 2475 bis c.c., che prevede la rappresentanza generale degli amministratori nonché la inopponibilità ai terzi delle limitazioni ai poteri degli amministratori che risultino dall’atto costitutivo o dall’atto di nomina, anche se pubblicate, salvo che si provi che questi hanno intenzionalmente agito a danno della società”.

Quanto, poi, all’applicabilità degli artt. 1398 e 1399 Cod. Civ., tale disciplina generale è espressamente derogata dall’art. 2475-bis Cod. Civ., la cui ratio è quella di sancire il principio della rappresentanza generale degli amministratori, scindendo lo stesso potere di rappresentanza da quello gestorio, al fine di garantire la tutela dei terzi e la certezza dei traffici giuridici.

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