Per la Cassazione, in materia di abusi di mercato è applicabile retroattivamente la norma più favorevole

La Suprema Corte, in seguito all’impugnazione di una sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello di Firenze, ha ribadito un principio sancito dalla Corte Costituzionale (C. Cost., 63/2019) in materia di applicazione retroattiva delle modifiche apportate alla fattispecie di market abuse.

Con il D.Lgs. 72/2015 il legislatore ha previsto che talune, assai elevate, sanzioni pecuniarie del TUF fossero ridotte nei loro importi minimi e massimi.

Tale provvedimento rappresentò un revirement normativo rispetto a quanto stabilito dalla L. 262/2005 che aveva aumentato le sanzioni edittali.

La Novella del 2015 ha aveva disposto che il ridimensionamento sanzionatorio avrebbe trovato applicazione solo con riferimento “alle violazioni commesse dopo l’entrata in vigore delle disposizioni adottate dalla Consob”.

Secondo la Cassazione il principio di diritto ad avviso del quale il D.Lgs. 72/2015, nella parte in cui prevede la suddetta riduzione della cornice sanzionatoria, deve essere applicato secondo un criterio di retroattività, in ossequio al principio del favor rei (Cass. Civ., 13150/2020).

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